Parigi: Tensione per la fiaccola olimpica

Parigi, ultima tappa del suo passaggio nella capitale francese. Lo hanno mostrato immagini trasmesse dalla tv. L’organizzazione aveva annullato le ultime tappe dopo le dimostrazioni pro-Tibet nella capitale francese. 
E’ stata annullata anche  la cerimonia prevista all’interno dell’Hotel de Ville, il municipio di Parigi, per il passaggio della fiaccola olimpica dalla ex campionessa di nuoto Christine Caron al calciatore del Paris Saint Germain, Pedro Pauleta. L’annullamento è stato deciso dopo che un gruppo di consiglieri ecologisti hanno esposto all’interno del municipio alcune bandiere nere di Reporter senza frontiere e una bandiera del Tibet. “Non siamo d’accordo sul fatto che la fiamma delle Olimpiadi entri all’Hotel de ville – ha detto l’assessore comunale Denis Baupin, dei Verdi – perché è una parte del sangue dei tibetani che entra nel municipio con la fiaccola”.

La fiaccola era stata spenta e poi riaccesa, durante il suo percorso agitato dalle proteste dei manifestanti pro-Tibet.  Lo spegnimento, per ragioni tecniche, secondo la prefettura parigina. La conclusione del passaggio della fiaccola a Parigi era prevista intorno alle 17 allo stadio Charlety, nella parte sud della capitale. La fiamma era partita intorno alle 12:35 dalla Torre Eiffel ed avrebbe dovuto percorrere 28 km passando davanti ai celebri siti della capitale francese per arrivare, intorno alle 17, allo stadio Charlety. Imponenti le misure di sicurezza: circa 3.000 poliziotti presidiano la capitale francese, in terra, in aria e anche sulla Senna. 

Il percordo della fiaccola e’ stato pero’ interrotto, e la torcia olimpica e’ stata messa in sicurezza su un bus, mentre si dirigeva, lungo la rive gauche, verso Issy-les-Moulineaux (sud-ovest di Parigi), e dopo incidenti tra forze dell’ordine e manifestanti pro-Tibet. L’interruzione si è avuta a circa 200 metri dalla Tour Eiffel quando il corteo che seguiva la fiaccola aveva lasciato la zona di sicurezza segnata attorno al monumento.

La fiamma olimpica è stata riaccesa e affidata ad un tedoforo verso le 13:50 vicino a Pont d’Issy-les-Moulineaux alle porte di Parigi.
La fiaccola era stata spenta poco dopo le 13:30 per “ragioni tecniche”, secondo la prefettura, e rimessa in un autobus, nelle vicinanze dell’ edificio di France Televisions, l’ ente pubblico radiotelevisivo.

I tibetani residenti in Francia avevano preannunciato una giornata di solidarietà sulla piazza del Trocadero, intitolata ai diritti umani che però non si trova sul tracciato della torcia. Reporter senza frontiere aveva invece esortato tutti i parigini a radunarsi sotto la Torre Eiffel.  Con la tappa parigina la fiaccola chiuderà il suo giro europeo. Partirà questa sera per le Americhe, attesa dagli appuntamenti di San Francisco, mercoledì, e Buenos Aires, venerdì.

BANDIERA CON MANETTE SU TOUR EIFFEL

Una bandiera nera sulla quale i cerchi olimpici vengono raffigurati come manette è stata issata al primo piano della Tour Eiffel, sul lato nord. Lo ha constatato la Afp.

I vigili del fuoco sono poi intervenuti per togliere la bandiera e far sloggiare i tre individui che si trovavano sulla struttura metallica tra il pilastro nord e quello ovest. I tre avevano approfittato di una disattenzione degli agenti di sicurezza per arrampicarsi sull’edificio e issare la bandiera grande circa quattro metri La bandiera nera con i cerchi olimpici come manette è distribuita ai partecipanti alla manifestazione dall’associazione Reporter senza frontiere.

IERI

(di Patrizio Nissirio) 
LONDRA – Doveva essere una grande festa dello sport, dell’amicizia tra i popoli e dei valori olimpici: si è trasformata in una giornata di scontri, tensione altissima e decine di arresti. Il passaggio della fiaccola olimpica di Pechino 2008 da Londra verrà ricordata per le dimostrazioni pro-Tibet, e con l’immagine assai poco festosa di una torcia simbolo dello sport che avanzava lentamente in una città in stato d’assedio, con poca gente ad applaudire, circondata da un imponente cordone di sicurezza di agenti e addetti olimpici cinesi. Scotland Yard aveva preso le sue precauzioni, schierando migliaia di agenti a sorvegliare il percorso, e infatti i problemi sono iniziati subito. Quando la fiaccola ha lasciato lo stadio di Wembley, punto di partenza, oltretutto sotto la neve, subito i dimostranti pro-Tibet, a migliaia lungo tutto il percorso, hanno tentato di forzare il cordone di polizia. Poi, l’assalto più ardito: nella zona di Ladbroke Road, all’angolo con Holland Park Avenue (ovest di Londra) due militanti, Martin Wyness e Ashley Darby, hanno tentato di spegnere la fiaccola. I due, che avevano scritto ‘estintori di propaganda’ su due estintori, si sono gettati sul tedoforo Chris Parker, mentre questi la stava passando al tedoforo successivo, tentando di colpire la fiamma. Sono stati immediatamente bloccati dalla polizia. I due avevano già diffuso una dichiarazione, nella quale dicono di non avercela “contro il popolo cinese, ma contro il brutale regime che li governa, con il suo orribile trattamento dei diritti umani. La Cina non ha diritto di far passare la fiaccola da Londra”. 

Un altro arresto, avvenuto poco distante, è stato mostrato dalle tv: un dimostrante che tentava di strappare la torcia a una presentatrice della Bbc, Konnie Huq. Lei si è spaventata per un istante, la polizia ha buttato a terra il suo assalitore, e la corsa di Konnie ha potuto continuare. Intanto, a causa della tensione montante, l’ambasciatore cinese nel Regno Unito, signora Fu Ying, ha dovuto cambiare letteralmente rotta: troppo pericoloso correre accanto al British Museum, dove si erano assiepati centinaia di contestatori, la diplomatica ha scelto di percorrere un breve tratto da tedoforo a Chinatown. Poco prima che la fiaccola arrivasse a Downing Street, dove ad attenderla c’era il premier Gordon Brown, scontri sono avvenuti tra i manifestanti pro-Tibet e quelli, pure presenti, pro-Cina. La polizia tentava di tenerli separati, ma i gruppi sono entrati in contatto: ci sono stati diversi arresti. E ogni tanto, durante il percorso, la polizia doveva fermare qualche manifestante che cercava di buttarsi davanti ai diversi tedofori – in tutto 80 per i circa 50 km di percorso fino a North Greenwich (sudest di Londra) – per bloccare la corsa. Alla fine, i fermati sono stati almeno 36, secondo quanto ha riferito Scotland Yard. La giornata è stata politicamente difficile per il governo di Londra, che ha negato che questa parata della fiaccola sia stata un implicito appoggio alla Cina: “Il passaggio della fiaccola attraverso Londra non significa assolutamente che noi appoggiamo il governo cinese in certi suoi comportamenti – ha detto il sottosegretario britannico con delega alle Olimpiadi Tessa Jowell, al passaggio della torcia a Downing Street – Siamo stati assolutamente chiari con la Cina, devono dialogare con il Dalai Lama sulla situazione in Tibet”. 

Alla fine, con un sospiro di sollievo per tutti, grazie anche a pezzi del tragitto fatti più velocemente in autobus a due piani e battello sul Tamigi, la fiaccola è giunta in un’ atmosfera decisamente mesta, all’arena 02., portata dal calciatore Theo Walcott e dalla campionessa olimpica di atletica Kelly Holmes. Da ieri sera è a Parigi, dove si prevedono altre proteste anticinesi. A Londra la polizia è riuscita a proteggere la torcia con successo, usando la fermezza, ma senza esagerare. Non ci sono state violenze gravi, né feriti. Quel che è uscito ammaccato da questa giornata è la gioia che le Olimpiadi dovrebbero portare: la ‘tregua olimpica’, che in antichità fermava tutti i conflitti, oggi nella capitale britannica non c’é stata davvero.

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